mercoledì 14 giugno 2017

CAPRE

Il pensiero è ciò che ci distingue da qualsiasi elemento dell’Universo. In Natura non c’è pensiero, c’è progetto. Trovi una programmazione pazzamente perfetta, che fa muovere ogni cosa con una precisione millenaria. Tutto imponente , tutto in orario, tutto sorprendente, tutto di gusto, tutto per un motivo, tutto in tondo, tutto che rispetta un incastro conseguente a ciò che viene dopo. Una catena perpetua che collega il sole alla luna, la luna al mare, il mare alla terra e la terra all’universo. Non troverete una falla perché non c’è. “Tutto è determinato da forze sulle quali non abbiamo alcun controllo. Vele per l’insetto come per gli astri. Esseri umani, vegetali o polvere cosmica, tutti danziamo al ritmo della musica misteriosa, suonata in lontananza da un piffero invisibile” dice il grande Einstein. In questi termini di immensità, grandezza e sapienza, che se ci pensi fitto/ fitto ne esci pazzo, ci siamo noi. Eccoci, presenti … i fenomeni del Cosmo. E per fortuna che ci siamo noi che pensiamo … i geni dell’universo. Si vede no che siamo gente che pensa?! Oh e mi pare!! La natura poi ci ha fornito un’aggravante al nostro pensare, cioè la facoltà di DIRE ciò che pensiamo. Un casino sull’altro. Già perché se mentre ascolti l’armonia perfetta del piffero invisibile che muove un ritmo universale, ti capita poi di sentire lo stridore di un pensiero idiota, cioè un tre per due, tutto questo ti manda nel baratro dell’annullamento concettuale di pensiero universale. Cosa dice la gente? CAZZATE. Portiamo avanti lunghissime conversazione fondate sul NULLA. Fossero solo discorsi vuoti, uno si rassegna pure, dici è stupido e che gli fai, il problema è però, che oltre ai discorsi vuoti, e dichiaratamente stupidi, ci sono pure i discorsi CATTIVI, quelli che voltano a mettere in cattiva luce gli altri, che screditano persone e azioni; commenti gratuiti, che quasi mai trovano fondamento, acidia gratis a volontà. Il difetto di qualcuno è semplicemente: ESISTERE. Tu respiri? Allora devi per forza essere sporco, brutto e cattivo, e se vuoi che io parli bene di te, devi crepare, diventare polvere di stelle e allora, forse a quel punto, una cosa buona su di te la potrò anche dire (di solito mai rispondente al vero, quindi cazzate pure da morto). Ecco come viene usata la somma espressione del progetto della natura di farci pensare, tanto ingegno per dire: CAZZATE. Ci meriteremmo un asteroide in piena fronte, ogni volta che usiamo la testa per non essere utili nè agli altri, nè a noi stessi. Non è un discorso moralista o religioso (non aderisco a nessuno dei due movimenti) è un discorso etico. Secoli di invenzioni, di scoperte, di arte, pensieri sommi generati da grandi pensatori, per nutrire un’ignoranza attiva che consuma e degrada anche la più fiera delle manifestazioni minime di umanità. Pensieri che danno spettacolo di sé in modo patetico. Pensieri in piano, che non hanno nessuna profondità o tridimensionalità. . Il pensiero profondo,o tridimensionale, è un pensiero per certi versi onirico, che collega concetti, stratificazioni di idiomi personali volti ad edificare un modo di pensare e generare un modo di essere: l'anima individuale. Il pensiero verticale è un pensiero di costruzione, al contrario di quello piano che è di matita, senza incisione Per pensare in verticale, serve terreno su cui scavare, una testa che mantenga il suo peso specifico, non una testa col cervello disidratato come la frutta nei sacchetti. “Miserabile scusa per un puttaniere imputare i suoi istinti da capra a qualche costellazione” dice Shakespeare, spacciatori di cazzate che imputano i pensieri privi di senso alla Natura, la quale invece pur non pensando è l’espressione massima di perfezione. Capra, mangia sale e fa silenzio.

giovedì 4 maggio 2017

Yenkee

Quando dico stronzate, sappiate che non sono io a parlare, ma i miei ormoni. Gli ormoni sono il ventriloquo delle donne: tu pensi una cosa e quello te ne fa dire un’altra, vorresti comportarti da protocollo e invece fai un casino. Pensi di essere stabile, ma in realtà sei preda di una bipolarità, che a momenti alterni fa parlare te, ed altri i tuoi ormoni impazziti come il GRA di Roma. Perché da bambine eravamo tutte dolcissime, poi una volta diventate adolescenti siamo diventate acide come una ricottina al sole? Perché, essendo gli ormoni responsabili delle differenze fra uomini e donne, ed essendo noi più belle e più accessoriate, abbiamo dentro non un battaglione, ma l’esercito americano. I nostri sono allegri, fanno le scintille, sono a stelle e strisce, e cantano “The Star Splangled Banner”, non sono tristi come quelli degli uomini, che battono bandiera tedesca e c’hanno dei colori bruttissimi. Noi abbiamo gli ormoni di Washington e per militare un esercito di yankee devi essere per forza una Virago. Mamma da piccola non ti insegna che, oltre mettere a punto il collaudo: Principe Azzurro Cercasi-, devi fare la check list dei tuoi ormoni per poterli tenere a bada. Per quando lo vieni a sapere è tardi, vai alle medie e il tuo ipotalamo decide di lasciarli tutti insieme… FSH, LH, GnRh, HCG, Ossitocina, Prolattina, Estrogeni, Progesterone, quindi oltre al cambio dell’ora con duecento professori depressi, ti ritrovi pure col cambio degli ormoni che, giovani, non si tengono. Nel giro di due mesi passi da contenitore vuoto a incubatrice portatile. Un giorno hai gli estrogeni a fare gli straordinari, ingrassi come un tacchino, devi farti la ceretta, e ti ritrovi nell’ordine: la cellulite, la pancia, le pieghe sulla schiena, il giro vita evacuato e i baffi. Il giorno dopo è il progesterone a dare il cambio (tanto ormai ti sei sfasciata tutta) e ti scoppiano le tette, stai nervosa come l’esorcista e se non stai attenta hai anche la voce da vampiro, stai gonfia come un rospo, ti vedi brutta come la Versace e vorresti metterti il burqua. Il giorno dopo (se ci arrivi al giorno dopo) hai l’ossitocina a palla, e sei la mamma più amorevole del mondo, ma dopo dieci minuti questa bastarda si ritira come il mar Rosso e sei pronta a mangiare i tuoi figli come un criceto. Il testosterone poi? Che tanto il suo dovere non lo fa mai? Ecco i brufoli, i capelli grassi… ma di libido non c’è mai traccia…”la deficienza di testosterone nelle donne porta a mancanza di libido” il testosterone è deficiente, sappiatelo. Oh…poi il giro è corto donne, perché non è che uno dice- un paio di volte l’anno e avanti-, no, no, tutto sto circo si riallestisce ogni 28 giorni, e tu non ci stai dietro, perché come pensi di stare lucida cinque minuti, ecco che scade il ventottesimo giorno e ricominci..-mo ti viene da piangere e dopo ti viene da ridere, poi sei triste, poi hai caldo, poi hai freddo, poi non parli, poi ti stramazzano a terra le endorfine e sei depressa leopardiana con tanto di buchi neri e pessimismo cosmico. Il passo dall’amare il mondo intero come Madre Teresa, alla voglia incontrollata di avere un’arma chimica per fare fuori tutti, è corto come uno smalto di Kiko. Lunatiche? Bipolari. Niente, quando gli yenkee si mettono in postazione di assedio, e decidono che quella mattina devi essere incazzata, di pessimo umore e devi mandare tutti a fanculo, tu lo fai, e se ti chiedono – ma che hai?- niente, ho gli ormoni. Qualcosa da ribattere? Questo è il fio da pagare per quella diceria che le donne sono irresistibili, non siamo IR-resistibili siamo RE-sistite...agli yenkee.

sabato 1 aprile 2017

A PATTO CHE VI LAVIATE

Ma che pazienza che ci vuole. Io ero piccola e già non era una virtuosa di pazientite, figurarsi adesso che sono vecchia e acida. Non ho mai sopportato dover andare d’accordo per forza con tutti. Sono per la strategia che ci possiamo anche ignorare ogni tanto no? Quando facevo le elementari, la maestra mi metteva sempre vicino a ragazzino che puzzava, giuro che se chiudo gli occhi lo ricordo perfettamente. Per me era un supplizio dantesco, mamma mia che incubo. Passavo ore in apnea cercando di non inspirare, per poter evitare che i recettori del naso mi mandassero l’impulso dell’odore, in pratica cercavo di inibirmi uno dei cinque sensi, ma ho subito capito che contro natura non ci si va. E poi non si lavava le orecchie, oh non riuscivo a guardarlo perché mi turbava troppo. Ancora oggi, quando sono a distanza ravvicinata con qualcuno altezza testa, ho il terrore di guardargli le orecchie. Insomma io avrei voluto tirarmi su e dire: “Maestra o gli intima di lavarsi, oppure io qui non ci sto, me ne vado”. Invece niente, mi toccava subire la puzza che ancora oggi mi incuba. Poi odiavo questa cosa che maschi e femmine si dovessero mischiare per forza.” Tutti per mano bambini”, ma come e i germi? E lo streptococco? E la mano molliccia che non si scollava più? E no è! Mica veniamo al mondo per mano, veniamo al mondo da soli, un motivo ci sarà! Perché poi bisogna costringersi a fare cose per forza non lo capisco. Quel famoso libero arbitrio da piccoli te lo frantumano in cenere, e poi quando da adulto ti ricordi di averlo, fai danni mostruosi perché non ti hanno addestrato ad usarlo a dovere, visto che dovevi fare tutto quello che ti veniva detto. Poi la maestra ci snervava con questa storia dello stare tutti insieme: “Giocate tutti insieme bambini”. Io i maschi li trovavo molesti, confusionari, fastidiosi, violenti e puzzavano. Che paura avevano le insegnanti che poi non ci saremmo accoppiati a tempo debito? Se la mia avesse saputo che di maschi mi si sarebbe riempita la casa, magari mi mollava. Ci dicevano che serviva per imparare ad essere tolleranti. Beh sappiate che non ha funzionato, cambiate metodo. Siamo tutti divorziati, mezzi disagiati, insofferenti, nevrotici, vagamente bipolari, e gli uomini sono peggio di come erano da piccoli, continuano a puzzare, continuano ad essere violenti e continuano ad essere fastidiosi e a non trattare bene le femmine. Maestraaa Mi chiedo sempre quale sia il bilanciamento fra integrazione e invadenza. Non li volevo vicino quelli che puzzavano, per me era un’invadenza del mio stato. Quindi ero io a dovermi integrare a loro o loro a me? Cioè a me doveva star bene la puzza, perché in una società libera tu puoi non lavarti, e io devo stare zitta per non offenderti. Ma non sarebbe stato giusto dirgli, con i dovuti modi, che per starmi vicino volevo che profumasse, con conseguente miglioramento della sua persona? Cioè perché io devo essere costretta a integrarmi con qualcuno che non si sforza di integrarsi con me? Questo accanimento che dobbiamo per forza essere amici minando spazio e preferenze personali non mi piace, non funziona. Di sicuro la libertà di qualcuno sarà violata in nome del diritto dell’altro. Quindi? Dove ci si ferma? Un sano rispetto universale per tutti e una oculata ricerca di chi frequentare per sé, secondo me può funzionare. A patto che vi laviate ovvio…