sabato 1 aprile 2017

A PATTO CHE VI LAVIATE

Ma che pazienza che ci vuole. Io ero piccola e già non era una virtuosa di pazientite, figurarsi adesso che sono vecchia e acida. Non ho mai sopportato dover andare d’accordo per forza con tutti. Sono per la strategia che ci possiamo anche ignorare ogni tanto no? Quando facevo le elementari, la maestra mi metteva sempre vicino a ragazzino che puzzava, giuro che se chiudo gli occhi lo ricordo perfettamente. Per me era un supplizio dantesco, mamma mia che incubo. Passavo ore in apnea cercando di non inspirare, per poter evitare che i recettori del naso mi mandassero l’impulso dell’odore, in pratica cercavo di inibirmi uno dei cinque sensi, ma ho subito capito che contro natura non ci si va. E poi non si lavava le orecchie, oh non riuscivo a guardarlo perché mi turbava troppo. Ancora oggi, quando sono a distanza ravvicinata con qualcuno altezza testa, ho il terrore di guardargli le orecchie. Insomma io avrei voluto tirarmi su e dire: “Maestra o gli intima di lavarsi, oppure io qui non ci sto, me ne vado”. Invece niente, mi toccava subire la puzza che ancora oggi mi incuba. Poi odiavo questa cosa che maschi e femmine si dovessero mischiare per forza.” Tutti per mano bambini”, ma come e i germi? E lo streptococco? E la mano molliccia che non si scollava più? E no è! Mica veniamo al mondo per mano, veniamo al mondo da soli, un motivo ci sarà! Perché poi bisogna costringersi a fare cose per forza non lo capisco. Quel famoso libero arbitrio da piccoli te lo frantumano in cenere, e poi quando da adulto ti ricordi di averlo, fai danni mostruosi perché non ti hanno addestrato ad usarlo a dovere, visto che dovevi fare tutto quello che ti veniva detto. Poi la maestra ci snervava con questa storia dello stare tutti insieme: “Giocate tutti insieme bambini”. Io i maschi li trovavo molesti, confusionari, fastidiosi, violenti e puzzavano. Che paura avevano le insegnanti che poi non ci saremmo accoppiati a tempo debito? Se la mia avesse saputo che di maschi mi si sarebbe riempita la casa, magari mi mollava. Ci dicevano che serviva per imparare ad essere tolleranti. Beh sappiate che non ha funzionato, cambiate metodo. Siamo tutti divorziati, mezzi disagiati, insofferenti, nevrotici, vagamente bipolari, e gli uomini sono peggio di come erano da piccoli, continuano a puzzare, continuano ad essere violenti e continuano ad essere fastidiosi e a non trattare bene le femmine. Maestraaa Mi chiedo sempre quale sia il bilanciamento fra integrazione e invadenza. Non li volevo vicino quelli che puzzavano, per me era un’invadenza del mio stato. Quindi ero io a dovermi integrare a loro o loro a me? Cioè a me doveva star bene la puzza, perché in una società libera tu puoi non lavarti, e io devo stare zitta per non offenderti. Ma non sarebbe stato giusto dirgli, con i dovuti modi, che per starmi vicino volevo che profumasse, con conseguente miglioramento della sua persona? Cioè perché io devo essere costretta a integrarmi con qualcuno che non si sforza di integrarsi con me? Questo accanimento che dobbiamo per forza essere amici minando spazio e preferenze personali non mi piace, non funziona. Di sicuro la libertà di qualcuno sarà violata in nome del diritto dell’altro. Quindi? Dove ci si ferma? Un sano rispetto universale per tutti e una oculata ricerca di chi frequentare per sé, secondo me può funzionare. A patto che vi laviate ovvio…

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